Dichiarazione di Br. Barnabas e di 

Mons. Ayo-Maria Atoyebi

 

 

 

A tutti i fratelli e le sorelle di buona volontà, ai figli e alle figlie della Luce (Cf. Gv 12, 36)

Sia lodato Gesù Cristo!

Da più parti ci giungono notizie dei piani di Satana che cerca in tutti i modi di mettere zizzania e distruggere questa Divina Devozione.

Sono passati diversi anni da quando abbiamo cercato di mettere ordine alla confusione creata da persone instigate da Satana con gran danno delle anime.

Ancora una volta ritorniamo a portare LUCE e chiarezza.

Disconosciamo l'operato della Signora Patricia Fason e qualunque cosa collegata a lei.

I libri, i crocefissi e qualunque altra cosa collegata a Patricia Fason NON fanno parte della Devozione Autentica al Sangue Prezioso di Nostro Signore e Maestro, così come rivelata a Fratello Barnaba (Nigeria).

Sul web purtroppo dobbiamo constatare che si sono disattese gli ordini e la volontà del veggente stesso Barnabas Nwoye, ma cosa ancor più grave si sono disattese gli ordini e la volontà della Chiesa (nelle persone dell'Ordinario del Luogo Mons. Anthony Okonkwo Gbuji prima e Mons. Callistus Valentine Onaga dopo e del Direttore Spirituale Internazionale Mons. Ayo-Maria Atoyebi) e di Dio così come lo si può constatare dai Messaggi stessi.

Persone non idonee alla diffusione e alla traduzione, si sono improvvisate come portatori/portatrici di una Missione che non compete loro, se non dopo un cammino di 3-5 anni e solamente dopo che il Cielo, nelle persone e nelle parole di Br. Barnabas e del Direttore Spirituale, dichiara che si è adatti a questo compito.

Il Cielo, la Chiesa e noi stessi riproviamo qualsiasi diffusione cartacea o elettronica dei Messaggi e delle Preghiere che vengono indicati come originali, ma che tali non sono; riproviamo qualsiasi traduzione degli stessi presi sia da Patricia Fason sia dal web in generale in forma Word Office, .pdf, e altro, dichiarandoli di origine satanica

Approviamo, invece, la pubblicazione di preghiere, messaggi e altro facente parte della Devozione, con a capo la Sig.ra Aurora (*).

Qualsiasi altra pubblicazione che utilizza o pubblica in forma cartacea o elettronica libri di preghiere sulla Devozione al Sangue Prezioso o i messaggi SENZA l'approvazione diretta dell'Apostolato Nigeriano in unione a Barnabas lo fa a proprio danno e pericolo delle anime, con grande disgusto da parte dello Spirito Santo. Costoro credono di operare ed agire per la LUCE ma sono delle Tenebre.
Preghiamo affinchè, quanto prima, l'opera malvagia di queste persone cessi e che il satanico attacco alla Vera ed Autentica Devozione venga stanata.

A voi tutti uomini e donne di buona volontà, Voi Figli e Figlie della Luce, 

che ascoltate o leggete questa Dichiarazione e la mettete in pratica, 

invochiamo l'abbondanza dei Doni e delle Benidizioni Celesti.

 

"Credete nella luce, per diventare figli della luce!"

(*) Nota

Secondo le direttive del Codice di Diritto Canonico1 emanato da S.S. Giovanni Paolo II e del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Card. Mons. Ratzinger, NESSUNO PUO' DIVULGARE a mezzo stampa o attraverso gli strumenti di cominucazione sociale (web, radio, Tv ...), fatti inerenti nuove apparizioni, rivelazioni, visioni, profezie e miracoli, SENZA che abbiano ricevuto preventivamente  l'IMPRIMATUR.

Il Codice di Diritto Canonico del 1983, abroga ipso facto qualsiasi disposizione precedentemente stabilita, rendendo NULLO il decreto della Sacra Congregazione per la dottrina della Fede, pubblicato in A.A.S. n°58/16 il 29 Dicembre 1966, approvato da Paolo VI in data 14 ottobre 1966.

Pertanto, tutti coloro che pubblicano o diffondono, a mezzo stampa o sul web, fatti inerenti nuove apparizioni, rivelazioni, visioni, profezie e miracoli senza che abbiano ricevuto l'IMPRIMATUR, peccano gravente contro Dio, la Chiesa e il mondo, ponendosi al di fuori della Comunione Ecclesiale.

Can. 823 - §1. Perché sia conservata l'integrità della verità della fede e dei costumi, i pastori della Chiesa hanno ii dovere e il diritto di vigilare che non si arrechi danno alla fede e ai costumi dei fedeli con gli scritti o con l'uso degli strumenti di comunicazione sociale; parimenti di esigere che vengano sottoposti al proprio giudizio prima della pubblicazione gli scritti dei fedeli che toccano la fede o i costumi; e altresì di riprovare gli scritti che portino danno alla retta fede o ai buoni costumi.